Che fine ha fatto Expo 2015? Il 31 marzo 2008, poco prima delle elezioni politiche anticipate, Milano ottenne la designazione ad ospitare la grande Esposizione universale (Expo). L’allora presidente del Consiglio Romano Prodi si complimentò con il sindaco di Milano ed affermò: “È importante questa vittoria dell’Italia e del mio governo, ci siamo mossi in modo unitario e il risultato è eccezionale”. “Il brillante risultato premia lo sforzo comune e la vincente strategia di cooperazione fra tutte le istituzioni interessate, confermando come l’eccellenza del sistema Italia sia pienamente riconosciuta e apprezzata a livello internazionale”. L’Expo fu perciò un successo del Governo italiano e, obiettivamente, del Comune, della Regione e della Provincia di Milano il cui Presidente Filippo Penati si impegnò in prima persona in moltissimi modi, fra gli altri con un vero e proprio tour internazionale a sostegno della candidatura. Dopo il tour il Presidente disse: “In tutti gli incontri abbiamo registrato un grande interesse per la candidatura di Milano quale sede dell’Expo 2015 e per il tema scelto ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Di recente ha affermato: “Grazie all’accordo bipartisan tra la Regione Lombardia e le altre istituzioni milanesi con il Governo Prodi, si è costituita la Cal, Concessioni autostradali lombarde, che ha accelerato l’iter autorizzativo, in modo che entro il 2014 verranno realizzate Pedemontana, Tangenziale est esterna e Tangenziale Nord. E siamo impegnati a trovare le risorse per i prolungamenti delle metropolitane”. Il lavoro svolto dalla Provincia per l’Expo da quel 31 marzo è stato ininterrotto. Un solo esempio: il 9 febbraio 2009 la giunta della Provincia di Milano approvava lo stanziamento di un milione di euro per l’aumento di capitale della società di gestione Expo 2015. Il 6 marzo il Presidente Penati denunciava omissioni, ritardi e pasticci del Governo su temi fondamentali: l’Expo, Malpensa, i pendolari. Intanto il consiglio d’amministrazione di Expo Spa non si metteva d’accordo per l’amministratore delegato. Il 9 aprile il consiglio d’amministrazione, che si riuniva dopo le dimissioni di Paolo Glisenti e Angelo Provasoli, nominava Lucio Stanca, già ministro del Governo Berlusconi e attuale parlamentare, amministratore delegato, conferendogli lo scandaloso emolumento annuo di 450 mila euro, ripartiti in 300 mila euro di compenso fisso e 150 mila condizionato al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Stanca non si è dimesso dal Parlamento. Poi è seguito il tormentone della sede dell’amministratore delegato, e le bizze di Stanca a proposito. Ma tutta la vicenda Expo langue. Come ha scritto il mio collega Maurizio Trezzi, anch’egli candidato nella Lista Penati, questi mesi sono “trascorsi ingloriosamente, oltre un anno abbondante durante il quale i cittadini (…) hanno assistito impotenti a battibecchi, risse, nomine e dimissioni, proclami su giornali e tv, lotte intestine nei salotti e nelle sedi di partito”. Colpisce l’assenza gravissima del governo su di un evento nazionale che dovrebbe consentire un grande rilancio dell’economia milanese, lombarda e italiana e, assieme, dell’immagine del Paese. La stessa logica dell’abbandono di Malpensa. Ci vorrebbe uno sforzo comune per l’interesse generale. Meno propaganda. Meno chiacchiere e più fatti.
INSIEME A FRANCESCA CORSO
Benvenuti,
sono Francesca Corso e mi candido per le elezioni provinciali di Milano previste per il 6/7 giugno prossimo, per la Lista Penati al collegio 17 (Baggio - Olmi - Quarto Cagnino - Quinto Romano - Muggiano).
Sono un Assessore uscente della Giunta della Provincia di Milano.
Questo è il mio Blog dove potrete seguire passo dopo passo la mia campagna elettorale e commentare tutte le notizie pubblicate.
Il mio Blog è aperto a tutti coloro che vorranno farmi sapere come la pensano, comunque la pensino.
La sede del comitato elettorale è in via Gianella 21 - Milano.
giovedì 21 maggio 2009
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