INSIEME A FRANCESCA CORSO

Benvenuti,
sono Francesca Corso e mi candido per le elezioni provinciali di Milano previste per il 6/7 giugno prossimo, per la Lista Penati al collegio 17 (Baggio - Olmi - Quarto Cagnino - Quinto Romano - Muggiano).
Sono un Assessore uscente della Giunta della Provincia di Milano.
Questo è il mio Blog dove potrete seguire passo dopo passo la mia campagna elettorale e commentare tutte le notizie pubblicate.
Il mio Blog è aperto a tutti coloro che vorranno farmi sapere come la pensano, comunque la pensino.
La sede del comitato elettorale è in via Gianella 21 - Milano.

lunedì 15 giugno 2009

GRAZIE (fai click sull' uimmagine per ingrandirla)


GRAZIE!

E TUTTI AL BALLOTTAGGIO DEL 21 GIUGNO!

Grazie.
A tutti coloro di qualsiasi lista che hanno votato per Filippo Penati Presidente della Provincia.
A tutti quelli che hanno votato per la lista Penati.
Ai 1.016 elettori ed elettrici che mi hanno votato nella zona 17.
Alle tante persone che ho incontrato e con cui ho discusso in questi giorni.
Grazie a voi, di Baggio, di Quinto, degli Olmi, di Muggiano, di Forze Armate, che avete sostenuto questa grande e pacifica battaglia politica e civile per garantire alla nostra città e alla nostra provincia un futuro migliore.

Ma questa battaglia non è terminata.
Ora si va al ballottaggio fra il nostro candidato, il Presidente Filippo Penati, e Guido Podestà. E si può vincere, si deve vincere!

Noi possiamo vincere
se tutti, ma proprio tutti noi che abbiamo votato per Penati, torniamo a votare al ballottaggio. Non deve mancare nessuno, perché per un voto può prevalere l’uno o l’altro candidato;
se ciascuno di noi convince un’altra persona, che magari si è astenuta, non è andata a votare, a recarsi al seggio, e a votare per Penati.
Sono tanti coloro che non hanno votato perché delusi dalla politica. Ebbene, è giunto il momento di scegliere: non votare vuol dire fare, certo inconsapevolmente, un favore all’avversario. E’ una dura ma inflessibile legge matematica. Un voto che non va al tuo candidato dà altrettanto vantaggio al suo avversario.
E non è vero che i candidati sono uguali: sono diversi i programmi, è diversa la città che vogliamo, sono diverse, se posso dirlo, le sensibilità: c’è chi è più vicino alla vita, ai bisogni e alle speranze quotidiane di ciascuno di noi, e chi è più lontano.
Noi, con Penati, abbiamo alle spalle cinque anni di ottima amministrazione e abbiamo davanti un progetto di cambiamento che vogliamo realizzare.

Noi non vogliamo la città dei favori.
Vogliamo la città dei diritti.
I diritti di tutti: gli anziani, i giovani senza lavoro o con lavoro precario, i lavoratori in cassa integrazione, le donne, e poi ancora tutto il mondo del lavoro, operai, impiegati e tecnici, imprenditori strozzati dalle banche, esercenti, liberi professionisti. E vogliamo la città che finalmente funziona e che finalmente si decide a preparare l’Expo 2015.
Votare al ballottaggio, e votare Penati, è una questione di responsabilità verso se stessi, oltre che verso la città e la comunità.


Francesca Corso

lunedì 1 giugno 2009

PRIMO: DIFENDERE IL TENORE DI VITA


E’ impressionante leggere sui giornali di oggi i dati sul crollo degli incassi dei bar e dei locali a Milano. Si parla del 33% in meno rispetto al 2008. Abbiamo letto la scorsa settimana sui giornali le consuete “Considerazioni finali” del Governatore della Banca d’Italia Draghi: nel 2010 ci sarà una ripresa solo se si fanno le riforme. Intanto, ha aggiunto, il Prodotto Interno Lordo italiano diminuisce del 5% e la disoccupazione può arrivare al 10%. Per questo urgono interventi immediati e consistenti. Bisognerebbe, mi permetto di aggiungere, difendere i consumi, cioè i redditi popolari e dei ceti medi, e rilanciare l’occupazione. E’ quello che, nell’ambito delle competenze della Provincia, ha fatto il Presidente Penati con i 25 milioni di euro destinati alle famiglie e alle imprese. E Penati si è impegnato a continuare in una politica di sostegno dei redditi e dei consumi se sarà confermato Presidente della Provincia di Milano. In questi cinque anni abbiamo fatto molta strada avvicinando la Provincia ai cittadini e assumendo i più vari provvedimenti per contrastare l’aumento del costo della vita, dal pane a un euro al chilo in alcune catene di supermercati, ai prezzi scontati per gli anziani della zona San Siro nei negozi convenzionati, al sostegno al Gruppi di Acquisto Solidale, e così via dicendo. Questa sarà la nostra direzione di marcia, se gli elettori, come io credo, confermeranno la loro fiducia al Presidente Penati. E questo è fin da oggi il nostro impegno perché, se diminuiscono i redditi, tutti sono penalizzati, a cominciare dai piccoli esercenti che, come i dati dimostrano, vedono crollare la loro economia. Ciò che non è chiaro è l’impegno dell’avversario di Penati, che, ad oggi, si è ben guardato dall’accettare il pubblico confronto col Filippo Penati. Tant’è vero che persino Bossi gli ha detto: sarà dura per te vincere.

Milano, 1° giugno 2009

lunedì 25 maggio 2009

UN’ASSENZA SOSPETTA

Questa è una campagna elettorale veramente strana. Sono mesi che il Presidente Penati invita il candidato della destra a un confronto pubblico, com’è ovvio in qualsiasi sfida elettorale. E sono mesi che il candidato della destra scappa. Vedete, questo confronto non è né un favore a Penati né un favore al candidato della destra, ma è un dovere verso i cittadini. I cittadini, infatti, hanno il diritto di sapere dai diretti interessati qual è il loro programma, hanno il diritto di vedere i due candidati a confronto, per poi scegliere con cognizioni di causa qual è il programma migliore e la persona migliore per realizzarlo. L’impressione che dà il candidato della destra è di essere in affanno, di rifiutare il confronto perché non saprebbe cosa dire. D’altra parte le cronache delle sue iniziative elettorali la dicono lunga. Leggo dai giornali di oggi che, durante un dibattito, il rappresentante della Lega ha detto: “Nel 2010 dobbiamo prenderci il Pirellone”. Insomma, Formigoni è avvisato. Un altro leghista ha aggiunto: “Più Lega in Provincia”. E poi, per evitare equivoci, ha aggiunto: “Più lega in Comune”. Insomma, sembra che la coalizione di destra sia molto più interessata a litigare sui posti che a discutere sul programma delle cose da fare. Forse è uno dei motivi per cui il candidato della destra sfugge al confronto sul merito delle cose da fare.

giovedì 21 maggio 2009

CHE FINE HA FATTO EXPO 2015?

Che fine ha fatto Expo 2015? Il 31 marzo 2008, poco prima delle elezioni politiche anticipate, Milano ottenne la designazione ad ospitare la grande Esposizione universale (Expo). L’allora presidente del Consiglio Romano Prodi si complimentò con il sindaco di Milano ed affermò: “È importante questa vittoria dell’Italia e del mio governo, ci siamo mossi in modo unitario e il risultato è eccezionale”. “Il brillante risultato premia lo sforzo comune e la vincente strategia di cooperazione fra tutte le istituzioni interessate, confermando come l’eccellenza del sistema Italia sia pienamente riconosciuta e apprezzata a livello internazionale”. L’Expo fu perciò un successo del Governo italiano e, obiettivamente, del Comune, della Regione e della Provincia di Milano il cui Presidente Filippo Penati si impegnò in prima persona in moltissimi modi, fra gli altri con un vero e proprio tour internazionale a sostegno della candidatura. Dopo il tour il Presidente disse: “In tutti gli incontri abbiamo registrato un grande interesse per la candidatura di Milano quale sede dell’Expo 2015 e per il tema scelto ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Di recente ha affermato: “Grazie all’accordo bipartisan tra la Regione Lombardia e le altre istituzioni milanesi con il Governo Prodi, si è costituita la Cal, Concessioni autostradali lombarde, che ha accelerato l’iter autorizzativo, in modo che entro il 2014 verranno realizzate Pedemontana, Tangenziale est esterna e Tangenziale Nord. E siamo impegnati a trovare le risorse per i prolungamenti delle metropolitane”. Il lavoro svolto dalla Provincia per l’Expo da quel 31 marzo è stato ininterrotto. Un solo esempio: il 9 febbraio 2009 la giunta della Provincia di Milano approvava lo stanziamento di un milione di euro per l’aumento di capitale della società di gestione Expo 2015. Il 6 marzo il Presidente Penati denunciava omissioni, ritardi e pasticci del Governo su temi fondamentali: l’Expo, Malpensa, i pendolari. Intanto il consiglio d’amministrazione di Expo Spa non si metteva d’accordo per l’amministratore delegato. Il 9 aprile il consiglio d’amministrazione, che si riuniva dopo le dimissioni di Paolo Glisenti e Angelo Provasoli, nominava Lucio Stanca, già ministro del Governo Berlusconi e attuale parlamentare, amministratore delegato, conferendogli lo scandaloso emolumento annuo di 450 mila euro, ripartiti in 300 mila euro di compenso fisso e 150 mila condizionato al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Stanca non si è dimesso dal Parlamento. Poi è seguito il tormentone della sede dell’amministratore delegato, e le bizze di Stanca a proposito. Ma tutta la vicenda Expo langue. Come ha scritto il mio collega Maurizio Trezzi, anch’egli candidato nella Lista Penati, questi mesi sono “trascorsi ingloriosamente, oltre un anno abbondante durante il quale i cittadini (…) hanno assistito impotenti a battibecchi, risse, nomine e dimissioni, proclami su giornali e tv, lotte intestine nei salotti e nelle sedi di partito”. Colpisce l’assenza gravissima del governo su di un evento nazionale che dovrebbe consentire un grande rilancio dell’economia milanese, lombarda e italiana e, assieme, dell’immagine del Paese. La stessa logica dell’abbandono di Malpensa. Ci vorrebbe uno sforzo comune per l’interesse generale. Meno propaganda. Meno chiacchiere e più fatti.

lunedì 18 maggio 2009

CHOCOLAT

Venerdì 15 maggio abbiamo dato vita ad una iniziativa davvero simpatica e singolare. Ai giardini di via Anselmo da Baggio si è svolto il “cioccomeriggio”, un incontro con le famiglie – ed in particolare con i bambini – del quartiere, all’insegna del cioccolato e del gioco. Ringrazio molto gli amici e le amiche del Movimento del Cioccolato, capeggiati dal dottor Davide Ferrero, che sono giunti appositamente da Alba con tanto di camper attrezzato, Principessa del Cioccolato, cioccolatini e varie fantasmagorie. E ringrazio altrettanto il Mago Leo, che ha divertito e stupito i bimbi presenti con i suoi fascinosi incantesimi. Ciò che rimane di quel bel pomeriggio è che si possono animare le periferie della città, rendendole meno grigie e solitarie. Cioè si può pensare ad un’altra città, più umana, più accogliente, migliore di quella attuale. Si possono realizzare iniziative che costruiscono piccoli, faticosi momenti di felicità stando sul territorio, ricostruendo i legami sociali, accogliendo le famiglie col sorriso. Sì, è merito del cioccolato. Ma è anche merito di un altro modo di vedere la società, un modo che punta sul coinvolgimento e sulla partecipazione delle persone.

giovedì 14 maggio 2009

LE CASE DI VIA TOFANO

Al numero civico 5 di via Tofano a Quinto Romano corrispondono tre grandi palazzi, “torri”, si dice, di proprietà del Comune di Milano, costruiti negli anni ottanta. Case popolari che, osservate da lontano, non sono molto diverse dalle altre. Senonchè due delle tre “torri” sono state evacuate tempo fa, perché giudicate non sicure, e le famiglie sono state trasferite nella terza “torre”, nel frattempo ristrutturata grazie ad un importante investimento. E qui cominciano i guai. In questo palazzo, nonostante sia stato ristrutturato, gli inquilini lamentano un degrado rapidissimo e inquietante, al punto da mettere a rischio o la loro sicurezza o la loro salute. Impianti del gas, impianti elettrici, tramezzi divisori in cartongesso, porte, infissi, insomma, gran parte delle componenti che determinano la confortevolezza e la stessa sicurezza di una casa, presenterebbero difetti molto gravi. La situazione è resa ancora più paradossale perché il canone che viene richiesto agli inquilini è quello di un appartamento nuovo di zecca. Da ciò, una controversia giudiziaria da tempo in corso. Il 13 maggio un ingegnere, rappresentante della Fondazione Politecnico da me invitato ha fatto un primo sopralluogo. L’obiettivo è quello di verificare i livelli di sicurezza dello stabile, per poi “etichettarlo”, come è già stato fatto a Milano nell’ambito del progetto “Casa Sicura”. Tale verifica, svolta da un ente di specchiata competenza, professionalità e obiettività come la Fondazione Politecnico, potrà essere utile in futuro a tutte le parti in causa per contribuire ad individuare in modo analitico il reale livello di sicurezza dello stabile e di conseguenza i provvedimenti da assumere per risolvere gli eventuali problemi. Occorrerà presto tornare sulla vicenda. Il dato di fatto incontrovertibile è la situazione di gravissimo disagio in cui vivono oggi quelle famiglie ed in particolare i tantissimi anziani residenti. Dalle istituzioni, in particolare dalla proprietà pubblica, ci si aspetterebbe una tutela abitativa ben diversa.

mercoledì 13 maggio 2009

ALTRO CHE SPOT!

C’è disillusione, preoccupazione per l’oggi e per il domani. Tante famiglie sentono il morso della crisi per il modesto reddito o per l’incertezza sul lavoro. Occorre dare risposte concrete a problemi di persone in carne ed ossa che si trovano in difficoltà. E non parlo solo dei ceti più umili, più poveri, per i quali ogni settimana è una scommessa. Parlo dei tanti che fanno parte di quel ceto medio che sino a qualche anno fa, pur non essendo ricchi e neppure benestanti, avevano un reddito sufficiente ad una vita dignitosa ed alle volte superiore. E parlo del mondo del lavoro dipendente che si è diviso, com’è noto, fra garantiti e non garantiti, con la consapevolezza, però, che è mediamente – e di molto – peggiorata la condizione degli stessi garantiti. Per capire cosa sta avvenendo non c’è bisogno di statistiche e di grandi numeri. Basta vedere cosa succede al mercato rionale o al supermercato. Le statistiche servono solo per confermare ciò che è evidente: è di oggi la notizia che in Italia la produzione industriale non è mai stata così bassa dal 1991, mentre tende di nuovo ad aumentare con rapidità il prezzo della benzina. La politica e l’economia devono dare risposte e possibilità. Ma non serve esorcizzare la crisi spargendo ottimismo come sale grosso nell’acqua della pasta. Se dici che le cose vanno bene quando le cose non vanno bene, il tuo interlocutore perde ulteriormente fiducia. Devi dare soluzioni, non fare sermoni. Devi essere concreto, non parlare di un mondo che non corrisponde alla realtà. Devi far toccare con mano che si sta praticamente operando per risalire la china, ricostruire lavoro, restituire reddito e servizi sociali. Col Presidente Filippo Penati la Provincia di Milano ha fatto ciò che era nelle sue competenze, e forse anche più, a cominciare dai 20 milioni di euro per le famiglie in difficoltà e ai 5 milioni di euro per le imprese per assunzioni a tempo indeterminato. E così continueremo quando vinceremo le elezioni. Ma so che non basta. Occorre che tutte le istituzioni, dal Comune di Milano al governo nazionale, mettano al primo posto il miglioramento del lavoro e delle condizioni di vita della nostra gente. Non siamo interessati a ballerine, scaldaletti, ricchi premi televisivi, reality! La vita, quella reale, è fatta di sacrifici e di faticosissime felicità. Altro che spot!

martedì 12 maggio 2009

IL LINGUAGGIO DI VERITA’

Ho letto oggi con grande meraviglia sui giornali le cronache dell’iniziativa elettorale promossa dall’avversario del nostro Filippo Penati. La meraviglia deriva dal fatto che non una delle critiche mosse all’amministrazione provinciale di questi cinque anni corrisponde alla realtà. Non è vero – basti questo per tutte le critiche – che il Presidente Penati abbia fatto “solo battute mediatiche”. E’ proprio il contrario; c’è un lunghissimo elenco di decisioni e di scelte che hanno caratterizzato in un solo modo questa amministrazione: è stata l’amministrazione del fare. Qualche esempio: grazie al Presidente Penati la Provincia di Milano ha stanziato 20 milioni di euro per le famiglie e 5 milioni per le imprese per l’assunzione di lavoratori a tempo indeterminato. Ha finanziato 111 progetti per aiutare le famiglie più fragili e 3600 nuovi posti negli asili nido; ha accolto 298 bambini al di sotto di un anno che hanno trovato una nuova famiglia, ha stanziato 3.700.000 euro per gli anziani e per regolarizzare le badanti, ha attuato convenzioni con 96 Comuni per l’aumento della polizia locale, ha potenziato la teleassistenza agli anziani, ha realizzato 9 nuovi parchi, 100 km di piste ciclabili fra quelli realizzati e in fase di realizzazione, 3mila ettari di bosco con metrobosco, ha valorizzato il Parco Agricolo Sud Milano, ha investito 70 milioni di euro per nuove scuole superiori ed è intervenuta per adeguare 132 scuole, anche investendo per impianti fotovoltaici, ha avviato prestiti a tasso zero per il risparmio energetico, ha erogato 1.300.000 euro ai Comuni per migliorare la qualità dell’abitare. In 5 anni abbiamo investito ogni anno 20 milioni di euro per i lavori stradali, a cui si aggiungono quelli per le grandi opere, come la Pedemontana, la Tem e il completamento della tangenziale Nord, resi possibili grazie all’acquisto delle quote di maggioranza della società Serravalle. A ciò si aggiungono i 4 milioni di euro destinati all’agevolazione per l’uso dei mezzi pubblici e all'impegno, in sede Cipe per il via libera al progetto definitivo della metrotranvia Milano-Desio-Seregno. La Provincia di Milano ha investito poi molto sulla sicurezza dei cittadini. E’ stata il primo ente che ha dato avvio al fondo provinciale della sicurezza, stanziando un milione di euro, e ha destinato 500mila euro per i lavoratori socialmente utili da utilizzare per compiti amministrativi nei commissariati. Capisco che l’opposizione al Presidente Penati si trovi in difficoltà, anche perché è divisa e contraddittoria. Ma, francamente, oggi le chiacchiere stanno a zero. Basta un semplice linguaggio di verità per apprezzare le buone pratiche realizzate dal Presidente Penati. E forse se n’è accorta persino il sindaco, signora Letizia Moratti, che è incorsa in un eloquente lapsus quando ha invitato gli elettori a votare per Guido… Penati!

lunedì 11 maggio 2009

COSA VOGLIO FARE PER IL NOSTRO TERRITORIO

Voglio …

Estendere a tutti gli ultrasessantacinquenni la Carta per acquisti vari con lo sconto dal 20% al 30% .
Contribuire all’ampliamento dei centri ricreativi per gli anziani.
Potenziare il servizio di spesa al domicilio agli anziani non autosufficienti o parzialmente autosufficienti.
Incrementare la teleassistenza, che consente all’anziano solo, premendo un pulsante, di chiamare per assistenza o soccorso immediato un apposito servizio.
Estendere l’esperienza dei Gruppi di Acquisto Solidale, che consentono alle famiglie un consistente risparmio sugli acquisti quotidiani.
Destinare alloggi a basso costo alle persone diversamente abili.
Promuovere una campagna fra i giovani e fra tutte le persone disponibili a sostegno del volontariato nell’associazionismo e nella Protezione civile.
Ampliare l’offerta pubblica negli asili nido con nuove strutture
Sostenere l’istituzione di nuovi posti di lavoro dipendente a tempo indeterminato, il piccolo commercio, l’artigianato e tutte le forme di lavoro autonomo.
Operare perché al più presto si metta in pratica il biglietto unico per la viabilità, riducendo così le spese per gli utenti.
Lavorare per la salvaguardia dell’ambiente, a cominciare dal Parco delle Cave.
Dare una mano a chi è più in difficoltà.

giovedì 7 maggio 2009

BOICOTTATA LA CLASS ACTION!

Non tutti sanno cos’è la legge sulla cosiddetta class action. Si tratta della possibilità di intraprendere un’azione legale collettiva da parte di cittadini nei confronti di un ente dal quale questi cittadini si ritengano danneggiati. Per esempio, se in Italia ci fosse stata questa legge ai tempi dello scandalo Cirio o Parmalat, i cittadini danneggiati avrebbero potuto intraprendere collettivamente un’azione legale. In America la legge c’è da anni. E da anni si discute nel nostro Paese sull’introduzione di questa legge, che io come assessore provinciale ho fortissimamente sostenuto, assieme alle associazioni dei consumatori. Sembrava che avessimo ottenuto questo risultato, grazie all’ultima Finanziaria del governo di centrosinistra. Ma prima il nuovo governo ha rallentato l’iter legislativo, poi in Commissione al Senato la retroattività è stata limitata al 30 giugno 2008, infine proprio ieri un senatore del Pdl ha presentato un emendamento per eliminare qualsiasi retroattività. Questo vuol dire, per esempio, che non ci sarebbe più alcuna possibilità di risarcimento per i piccoli risparmiatori Alitalia, il cui titolo è stato cancellato in Borsa per il passaggio di proprietà della compagnia. In sostanza tutti coloro che si sono sentiti gabbati da multinazionali o da grandi operazioni finanziarie non avranno alcuna possibilità di far valere le proprie ragioni, alla faccia della cultura “liberale”, che dovrebbe invece fondarsi sul principio della trasparenza, della concorrenza, della difesa del risparmio, ed alla faccia di tutte le chiacchiere su quant’è bello il modello americano. Per difendere alcuni lobby, la maggioranza da tempo ha voltato le spalle ai cittadini truffati, boicottando una legge giusta moderna. Altro che giustizia sociale!

martedì 5 maggio 2009

QUANDO I GAS FANNO BENE ALLA SALUTE

Credo che uno dei compiti di un amministratore pubblico sia quello di contribuire ad organizzare le persone affinché tutti vivano meglio. Per questo ho sostenuto, come Assessore della Provincia di Milano, l’esperienza dei Gruppi di Acquisto Solidale. Si chiamano, utilizzando la loro sigla, GAS. Cosa sono? Sono famiglie, condominii, amici, che si organizzano per fare la spesa assieme; si tratta di acquisti direttamente dal produttore, che consentono un risparmio spesso molto importante ed una qualità del prodotto superiore agli standard. Questa è la ragione per cui la Provincia di Milano nei mesi scorsi, attraverso un Avviso pubblico, ha aiutato i Gas esistenti e favorito la nascita di nuovi Gas. Ebbene, se sarò eletta in Consiglio provinciale e se tornerò ad avere incarichi di amministrazione pubblica, mi ripropongo di incrementare ulteriormente lo sviluppo dei Gruppi di Acquisto Solidale, già presenti sul territorio metropolitano e nella zona dove sono candidata. E’ ovvio che una loro ulteriore espansione potrà contribuire a calmierare i prezzi. Si tratta di un’esperienza utile anche per la vendita diretta, ove i produttori e i piccoli esercenti riuscissero a tagliare i costi dell’intermediazione. Tutto ciò dovrebbe contrastare l’aumento dei prezzi. Tutti hanno notato, infatti, che nonostante i dati indichino una fortissima diminuzione dell’inflazione, non c’è affatto un’analoga diminuzione dei prezzi. Quando si determina questo fenomeno, al saldo dell’esaurimento delle scorte di magazzino, mi sembra che siamo davanti a fenomeni speculativi. Difendere i consumatori vuol dire anche contrastare questi fenomeni. Lo sviluppo dei Gas è una buona arma di contrasto. E poi mette assieme le persone. Di questi tempi è già una gran bella cosa.

lunedì 4 maggio 2009

CON ROSY E CON VERONICA

Dopo l’annuncio del divorzio da parte di Veronica Lario e a proposito della polemica sulla candidatura per le elezioni europee delle “veline”, Berlusconi ha dichiarato: “Non possiamo candidare tutte Rosy Bindi”. Ho deciso di scrivere sulla vicenda familiare del Presidente del Consiglio dopo aver letto queste sue parole. Per lui la bellezza della donna, meglio, la sua sensualità, è un elemento essenziale nel giudizio sulle sue doti politiche. Il che, detto dal Presidente del Consiglio, è tragico per le donne e per la democrazia italiana. Non c’è dubbio che la separazione di Veronica Lario dal Presidente del Consiglio sia un fatto privato. Ma ciò che stupisce è che chi lo afferma – il marito – è colui che della famiglia, del rapporto con la moglie e con i figli ha fatto sempre un evento pubblico, anzi, per essere esatti, mediatico. Tutti noi ricordiamo quella specie di giornaletto prodotto in decine di milioni di copie che invasero le famiglie italiane nel 2001; quella pubblicazione si chiamava “Una storia italiana”, ed esponeva in modo celebrativo e fumettistico la vicenda privata e professionale di Silvio Berlusconi, soffermandosi a lungo su moglie (la seconda, cioè Veronica) e figli. Tutti noi ricordiamo quante volte il Presidente ha detto pubblicamente “giuro sui miei figli”. Insomma, è legittimo, ma strano, che chi chieda riservatezza e pudore su di una vicenda in sé comunissima, ancorché triste, come un divorzio, sia colui che ha costruito la sua immagine pubblica sul chiché dell’uomo di successo in tutti i campi, a cominciare da quello familiare. Ed è ributtante che persino parlando a proposito del suo divorzio, il cavaliere trovi il modo di insultare, oltre che il quoziente d’intelligenza di Veronica (“è caduta in un tranello mediatico”), anche una personalità di altissimo livello politico, intellettuale e morale, come la Bindi. Berlusconi è liberissimo di frequentare le donne che vuole (anche se la ipotetica frequentazione di minorenni, segnalata da Veronica Lario, aprirebbe un’ipoteca non solo morale sull’immagine del premier), ma – per favore – la finisca di presentarsi come il “buon padre di famiglia” o l’operoso lavoratore tutto casa e politica. I manifesti del candidato della destra berlusconiana Guido Podestà invitano ad una “precisa scelta di campo”. Io l’ho fatta. Sto con Rosy Bindi. E con Veronica Lario.

giovedì 30 aprile 2009

I CUORI DELLA GRANDE CITTA’

Domani, 1° maggio, ci vediamo tutti nella Corte di via Ceriani 13 a Baggio. Con me ci sarà Philippe Daverio. Come mai proprio lì? E’ stato un colpo di fulmine. Alcuni giorni fa siamo entrati, dalla strada, nella bottega di un giovane restauratore di mobili, e da questa, tramite una porta interna, nella Corte. Il luogo è davvero particolare; di là si ammirano le mura della chiesa. Abbiamo a lungo conversato con il simpaticissimo artigiano e con altri residenti su com’è la città e su come la vorremmo. Da ciò l’idea di rivederci domani nello stesso luogo con chiunque abbia voglia di approfondire quei temi. Baggio è uno dei tanti cuori della grande città. Ci interessa che continui a pulsare innovandosi ma rispettando la cultura del luogo, valorizzandone le bellezze artistiche e architettoniche, salvaguardandone la socialità fatta di tanti luoghi come l’antica Corte di via Ceriani, difendendo e promuovendo il lavoro in ogni sua forma. Il 1° maggio – si sa – è la festa dei lavoratori. Una grande tradizione internazionale particolarmente cara al nostro Paese, la cui Costituzione incardina sul lavoro la Repubblica democratica. E quindi non è un caso che ci vediamo proprio domani e proprio in quel luogo suggestivo; Milano – e Baggio – sono luoghi del lavoro che cambia, ma che rimane alla base di qualsiasi idea di progresso sociale. La Provincia di Milano in questi anni ha dedicato in questi anni molta attenzione – nell’ambito delle sue competenze – alla città e ai lavori (dipendente e autonomo); se andate a leggere in questo blog il programma della Lista Penati troverete un ampio capitolo sulle proposte a sostegno dello sviluppo economico e dell’innovazione, della piccola impresa e del commercio, oltre che, naturalmente, molte idee sul governo della città metropolitana. Per fare in modo che i tanti cuori di Milano continuino a pulsare.

mercoledì 29 aprile 2009

LE BOTTEGHE DEL QUARTIERE

Si discute se la crisi stia lentamente passando o meno. Ma leggo sui giornali di oggi: “Consumi a picco”, e mi pare che, dal punto di vista delle famiglie, sia questa la cosa essenziale. Secondo l’Istat le vendite al dettaglio in Italia nel febbraio 2009 sono calate del 3.1% rispetto al febbraio 2008. La ragione è semplice: c’è meno reddito, meno lavoro, meno sicurezza nel futuro. Di conseguenza si compra di meno. Il che sta causando una strage di negozietti di paese e di quartiere, cioè un altissimo numero di esercenti, costretti a chiudere e a cercarsi un’altra attività, cosa a sua volta molto difficile in questo periodo di crisi. Ma tutto ciò cambia anche il panorama delle nostre (e della nostra) città; c’è il rischio di quartieri sempre più spopolati di negozi, con qua e là supermercati, ipermercati e centri commerciali. Ma i negozi non sono solo un punto vendita. Sono anche un riferimento sociale della nostra vita quotidiana, l’edicolante, il barista, il parrucchiere, l’ortolano. Cioè quell’insieme di persone che accompagnano una parte importante della nostra vita quotidiana, danno un’identità al territorio, contribuiscono alla sua sicurezza perché rappresentano un tessuto di attività, di socialità, di luci, di colori. Come sarebbe Baggio senza negozi e botteghe artigiane? E Quarto Cagnino? E Quinto Stampi? E Muggiano? E viale delle Forze Armate? E il quartiere Olmi? Certo che ci vogliono i supermercati, perché hanno prezzi competitivi, consentono di concentrare la spesa e in alcuni casi – penso alle coop – determinano importanti vantaggi associativi. Ma ci vuole anche la tutela del commercio al dettaglio, dove spesso trovi prodotti specializzati e perdi meno tempo perché acquisti poco e non fai code. Assieme, vanno tutelati i consumatori, cioè tutti noi cittadini. Questo è compito delle istituzioni, affinché l’economia si sviluppi liberamente ma in modo armonico e il territorio venga amministrato, tutelandone le risorse e le eccellenze. In questi anni la Provincia di Milano, nell’ambito delle sue competenze, ha lavorato moltissimo in questa direzione; penso all’accordo con alcune catene di grande distribuzione per la vendita del pane a un euro al chilo, all’esperienza pilota in zona San Siro di negozi convenzionati che vendevano prodotti scontati agli ultrassessantacinquenni, alla promozione dei Gruppi di Acquisto Solidale, allo stanziamento di 25 milioni di euro per le famiglie in difficoltà, a tante altre cose. Mi chiedo se tutte le altre istituzioni abbiano fatto davvero la loro parte.

lunedì 27 aprile 2009

UN’ETICHETTA PER UNA CASA SICURA

Mi ha fatto davvero piacere ascoltare venerdì sera su Striscia la notizia un’intervista a Gianni Cipriani, direttore del quotidiano DNews. Nell’intervista Cipriani ha sostenuto la campagna per un’etichettatura di sicurezza a tutte le abitazioni. L’attualità di questa campagna è sorta dopo il terrificante terremoto in Abruzzo. Spesso infatti ci preoccupiamo della porta blindata per evitare intrusioni indesiderate, o dei rivestimenti di qualità, o dei doppi vetri alle finestre, o degli impianti a norma. E naturalmente facciamo benissimo. Ma dovremmo prestare un’analoga attenzione anche alle condizioni strutturali del nostro appartamento, e, a maggior ragione, le autorità dovrebbero preoccuparsi dello stato delle scuole, degli asili, insomma di tutti gli edifici pubblici. A Milano, per fortuna, siamo partiti prima degli altri per affrontare di petto questo tema. Proprio il 31 marzo, meno di una settimana prima del devastante terremoto, come assessore della Provincia di Milano alla Protezione Civile, assieme al Politecnico e la Fondazione Politecnico, ho promosso a un convegno sulla valutazione della sicurezza negli edifici pubblici e privati, il progetto “Casa sicura”, cioè sul tema del controllo degli stabili, della valutazione del rischio e della etichettatura. A Milano abbiamo già svolto con gli altissimi livelli di competenza del Politecnico e della Fondazione alcune esperienze pilota chi ci hanno consentito di etichettare vari stabili in base al loro differente grado di sicurezza e conseguentemente dei rischi interni ed esterni. In Italia – pensate! – circa il 40% della popolazione vive in aree a rischio sismico, dove circa il 64% degli edifici non è costruito secondo le norme di sicurezza antisismiche; c’è un alto rischio alluvioni (più di 5.400 negli ultimi 90 anni), frane (oltre 11mila), eruzioni vulcaniche, incendi boschivi, per non parlare della prossima introduzione del rischio nucleare. L’idea che abbiamo sperimentato consiste nel dar vita ad un approfondito studio dello stabile; esso poi viene “giudicato” in base a diversi “indici sintetici” di sicurezza, che vanno da “eccellente” ad “insoddisfacente” e sono messe in luce le possibili azioni per aumentare la sicurezza dell’edificio. Nel progetto è pienamente coinvolta la Protezione Civile, che vede esaltato il suo ruolo di prevenzione dei pericoli e dei rischi. Fra l’altro la legge prevede che la Protezione Civile regionale e provinciale fornisca degli studi sui problemi territoriali e di suolo. Insomma, c’è già una norma e c’è già una esperienza all’avanguardia. Basta la volontà di generalizzarla ed intervenire di conseguenza. E’ quello che farò, che farà la Provincia di Milano, se gli elettori confermeranno la fiducia al Presidente Penati.

giovedì 23 aprile 2009

ERNESTO VISCONTI E TUTTI GLI ALTRI

Insopportabile vuol dire, vocabolario alla mano, “in senso fisico o morale, che, per essere gravoso, molesto, spiacevole, non si può sopportare o si sopporta a stento; che non può essere accettato passivamente; che induce a reagire”. Ecco, io penso che siano insopportabili le polemiche sul 25 aprile, le proposte di equiparazione fra partigiani e repubblichini, i tentativi di riabilitazione del fascismo che sono in corso anche oggi. Perché sono insopportabili? Perché se oggi viviamo in un Paese, certo, pieno di problemi e di diseguaglianze, ma libero, dobbiamo questa libertà allo straordinario movimento popolare che diede vita alla Lotta di Liberazione e, prima ancora, alla Resistenza. Se sfogliate la Costituzione, scoprite che l’intera sua prima parte dal titolo “Rapporti civili” è dedicata alla minuta elencazione dei diritti di libertà. Ecco perché sento un debito, una riconoscenza verso tutti coloro che, per consegnare a noi un’Italia democratica, libera e liberata, hanno lasciato la vita. Uno di questi, che ricorderemo proprio domani, il 24 aprile, all’interno del campo sportivo, si chiamava Ernesto Visconti. Era il vicecomandante della 112ª brigata Garibaldi. Il 26 aprile 1945, quando Milano è stata liberata ma vi sono ancora sacche di resistenza, in via Novara, mentre si sta trattando la resa del magazzino militare, arrivano un camion e una macchina con quattro ufficiali tedeschi. Questi cominciano a sparare. Nello scontro muoiono i quattro ufficiali, ma anche Ernesto Visconti rimane sul terreno. Domani, inoltre, porrò una corona di fiori sotto la lapide ai Caduti della 112 Brigata Garibaldi e agli ebrei deportati ad Auschwitz in via Forze Armate 179. Quanti furono a morire sotto il fuoco dei nazisti o dei repubblichini, o sotto le loro torture, o nei campi di sterminio? A ciascuno va un pensiero, un fiore, una carezza. E un impegno: non li dimenticheremo. Non dimenticheremo cos’è stato il fascismo e il nazismo.

mercoledì 22 aprile 2009

PER RISPETTO E PER DIGNITA'

Sono stata invitata per giovedì 23 all’inaugurazione della mostra “Su e giù per le scale; i luoghi della prossimità”. Si tratta dell’esposizione dei dipinti di Andrea Ferrari Bordogna accompagnati da testi esplicativi, presso il Centro Coop di Baggio in via Gianella, promossa dal Consorzio Farsi Prossimo. Il tema è quello della condizione degli anziani. Ho visto sul dépliant le foto di alcune tele. Mi hanno colpito. Ho colto un’intimità, quella dell’abitazione e della vita quotidiana, ma anche una lotta: contro la solitudine, contro quell’allontanamento dagli altri che sembra (ma non è) una legge inesorabile della società moderna. Ho colto anche un desiderio di calore, di quiete e di serenità, di pane, burro e marmellata, tanto per citare un’abitudine che mi è cara. E di povertà dignitosa, sostenuta da persone che hanno lavorato una vita e che ora, con una pensione mediamente modesta, mettono in pratica la cultura del necessario e non, come altri, quella del superfluo. Mi viene in mente l’immagine di accompagnare i nostri anziani per mano, come loro facevano con noi quando eravamo bambini. Ciascuno di loro è stato padre o madre. Una società seria, che guarda lontano, dovrebbe trattarli come vorremmo fosse trattato nostro padre o nostra madre. In molte società antiche verso gli anziani si nutriva il massimo del rispetto, qualche volta una vera venerazione. E’ triste prendere atto che la modernità ha sì portato un allungamento della vita media, ma non ha comportato, assieme, la dovuta salvaguardia della dignità. A ben pensarci la chiave del rapporto con gli anziani si racchiude proprio in queste due parole: rispetto e dignità. Non sono concetti astratti. C’è bisogno di un reddito sufficiente e di servizi adeguati. Si tratta di argomenti che conosco bene, perché in passato, come assistente sociale, ho seguito fra gli altri proprio i problemi degli anziani. Nella mia esperienza di assessore della Provincia di Milano, ho trovato conferma e conforto nel verificare la sensibilità del Presidente Penati verso questo problema: sono stati stanziati infatti quasi quattro milioni di euro per gli anziani e per regolarizzare le badanti. Proprio sulla questione delle badanti sto lavorando con le associazioni affinché le badanti possano svolgere la loro attività, la loro missione, col massimo della preparazione e della professionalità. A ben vedere gli anziani, per la loro esperienza, sono una grande risorsa della nostra società, ancora utilizzata poco e male. Mi ripropongo di lavorare per mettere a fuoco il loro valore. Per rispetto e per dignità.

Francesca Corso

DOVE SARO'

BAGGIO

Venerdi’ 24 Aprile ore 10,30 Via Osteno,
Posa della Corona al Monumento dei Cavalieri di Vittorio Veneto. In seguito omaggio alla memoria di Ernesto Visconti all’ interno del campo sportivo. Indi posa della corona alla lapide ai Caduti della 112° Brigata Garibaldi e agli Ebrei deportati ad Auschwitz in via Forze Armate 179.

Sabato 25 Aprile ore 10,30 Via Anselmo da Baggio, 55 – Consiglio di zona 7
Corteo ufficiale per via Anselmo da Baggio, Rismondo, Forze Armate, Piazza Stovani.
Posa delle Corone al monumento ai Caduti e interventi dei Rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni della Resistenza.

QUINTO ROMANO

Domenica 26 Aprile ore 10,30
Corteo con Banda Musicale per le vie del quartiere con posa delle corone in via Arpino, piazza Giosia Monti e via Airaghi. Celebrazione e rinfresco nel salone della Cooperativa in via Caldera 115.

QUARTO CAGNINO

Mercoledi’ 22 Aprile ore 17,30 – Spazio Teatro 89 – via F.lli Zoia 89
Inaugurazione della Mostra “Gli schiavi di Hitler” (fino al 26)
Venerdi’ 24 Aprile ore 20,30
FIACCOLATA con ritrovo in via B. Cacciatori per la posa delle corone a Gabriella Bortolon (via Marchesi) e Giovanni Alippi (via F.lli Zoia).
Alla fine della fiaccolata presso Spazio Teatro 89, grande spettacolo teatrale a favore della Resistenza.
Ingresso offerto dall’ ANPI