INSIEME A FRANCESCA CORSO

Benvenuti,
sono Francesca Corso e mi candido per le elezioni provinciali di Milano previste per il 6/7 giugno prossimo, per la Lista Penati al collegio 17 (Baggio - Olmi - Quarto Cagnino - Quinto Romano - Muggiano).
Sono un Assessore uscente della Giunta della Provincia di Milano.
Questo è il mio Blog dove potrete seguire passo dopo passo la mia campagna elettorale e commentare tutte le notizie pubblicate.
Il mio Blog è aperto a tutti coloro che vorranno farmi sapere come la pensano, comunque la pensino.
La sede del comitato elettorale è in via Gianella 21 - Milano.

giovedì 7 maggio 2009

BOICOTTATA LA CLASS ACTION!

Non tutti sanno cos’è la legge sulla cosiddetta class action. Si tratta della possibilità di intraprendere un’azione legale collettiva da parte di cittadini nei confronti di un ente dal quale questi cittadini si ritengano danneggiati. Per esempio, se in Italia ci fosse stata questa legge ai tempi dello scandalo Cirio o Parmalat, i cittadini danneggiati avrebbero potuto intraprendere collettivamente un’azione legale. In America la legge c’è da anni. E da anni si discute nel nostro Paese sull’introduzione di questa legge, che io come assessore provinciale ho fortissimamente sostenuto, assieme alle associazioni dei consumatori. Sembrava che avessimo ottenuto questo risultato, grazie all’ultima Finanziaria del governo di centrosinistra. Ma prima il nuovo governo ha rallentato l’iter legislativo, poi in Commissione al Senato la retroattività è stata limitata al 30 giugno 2008, infine proprio ieri un senatore del Pdl ha presentato un emendamento per eliminare qualsiasi retroattività. Questo vuol dire, per esempio, che non ci sarebbe più alcuna possibilità di risarcimento per i piccoli risparmiatori Alitalia, il cui titolo è stato cancellato in Borsa per il passaggio di proprietà della compagnia. In sostanza tutti coloro che si sono sentiti gabbati da multinazionali o da grandi operazioni finanziarie non avranno alcuna possibilità di far valere le proprie ragioni, alla faccia della cultura “liberale”, che dovrebbe invece fondarsi sul principio della trasparenza, della concorrenza, della difesa del risparmio, ed alla faccia di tutte le chiacchiere su quant’è bello il modello americano. Per difendere alcuni lobby, la maggioranza da tempo ha voltato le spalle ai cittadini truffati, boicottando una legge giusta moderna. Altro che giustizia sociale!

martedì 5 maggio 2009

QUANDO I GAS FANNO BENE ALLA SALUTE

Credo che uno dei compiti di un amministratore pubblico sia quello di contribuire ad organizzare le persone affinché tutti vivano meglio. Per questo ho sostenuto, come Assessore della Provincia di Milano, l’esperienza dei Gruppi di Acquisto Solidale. Si chiamano, utilizzando la loro sigla, GAS. Cosa sono? Sono famiglie, condominii, amici, che si organizzano per fare la spesa assieme; si tratta di acquisti direttamente dal produttore, che consentono un risparmio spesso molto importante ed una qualità del prodotto superiore agli standard. Questa è la ragione per cui la Provincia di Milano nei mesi scorsi, attraverso un Avviso pubblico, ha aiutato i Gas esistenti e favorito la nascita di nuovi Gas. Ebbene, se sarò eletta in Consiglio provinciale e se tornerò ad avere incarichi di amministrazione pubblica, mi ripropongo di incrementare ulteriormente lo sviluppo dei Gruppi di Acquisto Solidale, già presenti sul territorio metropolitano e nella zona dove sono candidata. E’ ovvio che una loro ulteriore espansione potrà contribuire a calmierare i prezzi. Si tratta di un’esperienza utile anche per la vendita diretta, ove i produttori e i piccoli esercenti riuscissero a tagliare i costi dell’intermediazione. Tutto ciò dovrebbe contrastare l’aumento dei prezzi. Tutti hanno notato, infatti, che nonostante i dati indichino una fortissima diminuzione dell’inflazione, non c’è affatto un’analoga diminuzione dei prezzi. Quando si determina questo fenomeno, al saldo dell’esaurimento delle scorte di magazzino, mi sembra che siamo davanti a fenomeni speculativi. Difendere i consumatori vuol dire anche contrastare questi fenomeni. Lo sviluppo dei Gas è una buona arma di contrasto. E poi mette assieme le persone. Di questi tempi è già una gran bella cosa.

lunedì 4 maggio 2009

CON ROSY E CON VERONICA

Dopo l’annuncio del divorzio da parte di Veronica Lario e a proposito della polemica sulla candidatura per le elezioni europee delle “veline”, Berlusconi ha dichiarato: “Non possiamo candidare tutte Rosy Bindi”. Ho deciso di scrivere sulla vicenda familiare del Presidente del Consiglio dopo aver letto queste sue parole. Per lui la bellezza della donna, meglio, la sua sensualità, è un elemento essenziale nel giudizio sulle sue doti politiche. Il che, detto dal Presidente del Consiglio, è tragico per le donne e per la democrazia italiana. Non c’è dubbio che la separazione di Veronica Lario dal Presidente del Consiglio sia un fatto privato. Ma ciò che stupisce è che chi lo afferma – il marito – è colui che della famiglia, del rapporto con la moglie e con i figli ha fatto sempre un evento pubblico, anzi, per essere esatti, mediatico. Tutti noi ricordiamo quella specie di giornaletto prodotto in decine di milioni di copie che invasero le famiglie italiane nel 2001; quella pubblicazione si chiamava “Una storia italiana”, ed esponeva in modo celebrativo e fumettistico la vicenda privata e professionale di Silvio Berlusconi, soffermandosi a lungo su moglie (la seconda, cioè Veronica) e figli. Tutti noi ricordiamo quante volte il Presidente ha detto pubblicamente “giuro sui miei figli”. Insomma, è legittimo, ma strano, che chi chieda riservatezza e pudore su di una vicenda in sé comunissima, ancorché triste, come un divorzio, sia colui che ha costruito la sua immagine pubblica sul chiché dell’uomo di successo in tutti i campi, a cominciare da quello familiare. Ed è ributtante che persino parlando a proposito del suo divorzio, il cavaliere trovi il modo di insultare, oltre che il quoziente d’intelligenza di Veronica (“è caduta in un tranello mediatico”), anche una personalità di altissimo livello politico, intellettuale e morale, come la Bindi. Berlusconi è liberissimo di frequentare le donne che vuole (anche se la ipotetica frequentazione di minorenni, segnalata da Veronica Lario, aprirebbe un’ipoteca non solo morale sull’immagine del premier), ma – per favore – la finisca di presentarsi come il “buon padre di famiglia” o l’operoso lavoratore tutto casa e politica. I manifesti del candidato della destra berlusconiana Guido Podestà invitano ad una “precisa scelta di campo”. Io l’ho fatta. Sto con Rosy Bindi. E con Veronica Lario.