INSIEME A FRANCESCA CORSO

Benvenuti,
sono Francesca Corso e mi candido per le elezioni provinciali di Milano previste per il 6/7 giugno prossimo, per la Lista Penati al collegio 17 (Baggio - Olmi - Quarto Cagnino - Quinto Romano - Muggiano).
Sono un Assessore uscente della Giunta della Provincia di Milano.
Questo è il mio Blog dove potrete seguire passo dopo passo la mia campagna elettorale e commentare tutte le notizie pubblicate.
Il mio Blog è aperto a tutti coloro che vorranno farmi sapere come la pensano, comunque la pensino.
La sede del comitato elettorale è in via Gianella 21 - Milano.

giovedì 30 aprile 2009

I CUORI DELLA GRANDE CITTA’

Domani, 1° maggio, ci vediamo tutti nella Corte di via Ceriani 13 a Baggio. Con me ci sarà Philippe Daverio. Come mai proprio lì? E’ stato un colpo di fulmine. Alcuni giorni fa siamo entrati, dalla strada, nella bottega di un giovane restauratore di mobili, e da questa, tramite una porta interna, nella Corte. Il luogo è davvero particolare; di là si ammirano le mura della chiesa. Abbiamo a lungo conversato con il simpaticissimo artigiano e con altri residenti su com’è la città e su come la vorremmo. Da ciò l’idea di rivederci domani nello stesso luogo con chiunque abbia voglia di approfondire quei temi. Baggio è uno dei tanti cuori della grande città. Ci interessa che continui a pulsare innovandosi ma rispettando la cultura del luogo, valorizzandone le bellezze artistiche e architettoniche, salvaguardandone la socialità fatta di tanti luoghi come l’antica Corte di via Ceriani, difendendo e promuovendo il lavoro in ogni sua forma. Il 1° maggio – si sa – è la festa dei lavoratori. Una grande tradizione internazionale particolarmente cara al nostro Paese, la cui Costituzione incardina sul lavoro la Repubblica democratica. E quindi non è un caso che ci vediamo proprio domani e proprio in quel luogo suggestivo; Milano – e Baggio – sono luoghi del lavoro che cambia, ma che rimane alla base di qualsiasi idea di progresso sociale. La Provincia di Milano in questi anni ha dedicato in questi anni molta attenzione – nell’ambito delle sue competenze – alla città e ai lavori (dipendente e autonomo); se andate a leggere in questo blog il programma della Lista Penati troverete un ampio capitolo sulle proposte a sostegno dello sviluppo economico e dell’innovazione, della piccola impresa e del commercio, oltre che, naturalmente, molte idee sul governo della città metropolitana. Per fare in modo che i tanti cuori di Milano continuino a pulsare.

mercoledì 29 aprile 2009

LE BOTTEGHE DEL QUARTIERE

Si discute se la crisi stia lentamente passando o meno. Ma leggo sui giornali di oggi: “Consumi a picco”, e mi pare che, dal punto di vista delle famiglie, sia questa la cosa essenziale. Secondo l’Istat le vendite al dettaglio in Italia nel febbraio 2009 sono calate del 3.1% rispetto al febbraio 2008. La ragione è semplice: c’è meno reddito, meno lavoro, meno sicurezza nel futuro. Di conseguenza si compra di meno. Il che sta causando una strage di negozietti di paese e di quartiere, cioè un altissimo numero di esercenti, costretti a chiudere e a cercarsi un’altra attività, cosa a sua volta molto difficile in questo periodo di crisi. Ma tutto ciò cambia anche il panorama delle nostre (e della nostra) città; c’è il rischio di quartieri sempre più spopolati di negozi, con qua e là supermercati, ipermercati e centri commerciali. Ma i negozi non sono solo un punto vendita. Sono anche un riferimento sociale della nostra vita quotidiana, l’edicolante, il barista, il parrucchiere, l’ortolano. Cioè quell’insieme di persone che accompagnano una parte importante della nostra vita quotidiana, danno un’identità al territorio, contribuiscono alla sua sicurezza perché rappresentano un tessuto di attività, di socialità, di luci, di colori. Come sarebbe Baggio senza negozi e botteghe artigiane? E Quarto Cagnino? E Quinto Stampi? E Muggiano? E viale delle Forze Armate? E il quartiere Olmi? Certo che ci vogliono i supermercati, perché hanno prezzi competitivi, consentono di concentrare la spesa e in alcuni casi – penso alle coop – determinano importanti vantaggi associativi. Ma ci vuole anche la tutela del commercio al dettaglio, dove spesso trovi prodotti specializzati e perdi meno tempo perché acquisti poco e non fai code. Assieme, vanno tutelati i consumatori, cioè tutti noi cittadini. Questo è compito delle istituzioni, affinché l’economia si sviluppi liberamente ma in modo armonico e il territorio venga amministrato, tutelandone le risorse e le eccellenze. In questi anni la Provincia di Milano, nell’ambito delle sue competenze, ha lavorato moltissimo in questa direzione; penso all’accordo con alcune catene di grande distribuzione per la vendita del pane a un euro al chilo, all’esperienza pilota in zona San Siro di negozi convenzionati che vendevano prodotti scontati agli ultrassessantacinquenni, alla promozione dei Gruppi di Acquisto Solidale, allo stanziamento di 25 milioni di euro per le famiglie in difficoltà, a tante altre cose. Mi chiedo se tutte le altre istituzioni abbiano fatto davvero la loro parte.

lunedì 27 aprile 2009

UN’ETICHETTA PER UNA CASA SICURA

Mi ha fatto davvero piacere ascoltare venerdì sera su Striscia la notizia un’intervista a Gianni Cipriani, direttore del quotidiano DNews. Nell’intervista Cipriani ha sostenuto la campagna per un’etichettatura di sicurezza a tutte le abitazioni. L’attualità di questa campagna è sorta dopo il terrificante terremoto in Abruzzo. Spesso infatti ci preoccupiamo della porta blindata per evitare intrusioni indesiderate, o dei rivestimenti di qualità, o dei doppi vetri alle finestre, o degli impianti a norma. E naturalmente facciamo benissimo. Ma dovremmo prestare un’analoga attenzione anche alle condizioni strutturali del nostro appartamento, e, a maggior ragione, le autorità dovrebbero preoccuparsi dello stato delle scuole, degli asili, insomma di tutti gli edifici pubblici. A Milano, per fortuna, siamo partiti prima degli altri per affrontare di petto questo tema. Proprio il 31 marzo, meno di una settimana prima del devastante terremoto, come assessore della Provincia di Milano alla Protezione Civile, assieme al Politecnico e la Fondazione Politecnico, ho promosso a un convegno sulla valutazione della sicurezza negli edifici pubblici e privati, il progetto “Casa sicura”, cioè sul tema del controllo degli stabili, della valutazione del rischio e della etichettatura. A Milano abbiamo già svolto con gli altissimi livelli di competenza del Politecnico e della Fondazione alcune esperienze pilota chi ci hanno consentito di etichettare vari stabili in base al loro differente grado di sicurezza e conseguentemente dei rischi interni ed esterni. In Italia – pensate! – circa il 40% della popolazione vive in aree a rischio sismico, dove circa il 64% degli edifici non è costruito secondo le norme di sicurezza antisismiche; c’è un alto rischio alluvioni (più di 5.400 negli ultimi 90 anni), frane (oltre 11mila), eruzioni vulcaniche, incendi boschivi, per non parlare della prossima introduzione del rischio nucleare. L’idea che abbiamo sperimentato consiste nel dar vita ad un approfondito studio dello stabile; esso poi viene “giudicato” in base a diversi “indici sintetici” di sicurezza, che vanno da “eccellente” ad “insoddisfacente” e sono messe in luce le possibili azioni per aumentare la sicurezza dell’edificio. Nel progetto è pienamente coinvolta la Protezione Civile, che vede esaltato il suo ruolo di prevenzione dei pericoli e dei rischi. Fra l’altro la legge prevede che la Protezione Civile regionale e provinciale fornisca degli studi sui problemi territoriali e di suolo. Insomma, c’è già una norma e c’è già una esperienza all’avanguardia. Basta la volontà di generalizzarla ed intervenire di conseguenza. E’ quello che farò, che farà la Provincia di Milano, se gli elettori confermeranno la fiducia al Presidente Penati.