INSIEME A FRANCESCA CORSO

Benvenuti,
sono Francesca Corso e mi candido per le elezioni provinciali di Milano previste per il 6/7 giugno prossimo, per la Lista Penati al collegio 17 (Baggio - Olmi - Quarto Cagnino - Quinto Romano - Muggiano).
Sono un Assessore uscente della Giunta della Provincia di Milano.
Questo è il mio Blog dove potrete seguire passo dopo passo la mia campagna elettorale e commentare tutte le notizie pubblicate.
Il mio Blog è aperto a tutti coloro che vorranno farmi sapere come la pensano, comunque la pensino.
La sede del comitato elettorale è in via Gianella 21 - Milano.

lunedì 15 giugno 2009

GRAZIE (fai click sull' uimmagine per ingrandirla)


GRAZIE!

E TUTTI AL BALLOTTAGGIO DEL 21 GIUGNO!

Grazie.
A tutti coloro di qualsiasi lista che hanno votato per Filippo Penati Presidente della Provincia.
A tutti quelli che hanno votato per la lista Penati.
Ai 1.016 elettori ed elettrici che mi hanno votato nella zona 17.
Alle tante persone che ho incontrato e con cui ho discusso in questi giorni.
Grazie a voi, di Baggio, di Quinto, degli Olmi, di Muggiano, di Forze Armate, che avete sostenuto questa grande e pacifica battaglia politica e civile per garantire alla nostra città e alla nostra provincia un futuro migliore.

Ma questa battaglia non è terminata.
Ora si va al ballottaggio fra il nostro candidato, il Presidente Filippo Penati, e Guido Podestà. E si può vincere, si deve vincere!

Noi possiamo vincere
se tutti, ma proprio tutti noi che abbiamo votato per Penati, torniamo a votare al ballottaggio. Non deve mancare nessuno, perché per un voto può prevalere l’uno o l’altro candidato;
se ciascuno di noi convince un’altra persona, che magari si è astenuta, non è andata a votare, a recarsi al seggio, e a votare per Penati.
Sono tanti coloro che non hanno votato perché delusi dalla politica. Ebbene, è giunto il momento di scegliere: non votare vuol dire fare, certo inconsapevolmente, un favore all’avversario. E’ una dura ma inflessibile legge matematica. Un voto che non va al tuo candidato dà altrettanto vantaggio al suo avversario.
E non è vero che i candidati sono uguali: sono diversi i programmi, è diversa la città che vogliamo, sono diverse, se posso dirlo, le sensibilità: c’è chi è più vicino alla vita, ai bisogni e alle speranze quotidiane di ciascuno di noi, e chi è più lontano.
Noi, con Penati, abbiamo alle spalle cinque anni di ottima amministrazione e abbiamo davanti un progetto di cambiamento che vogliamo realizzare.

Noi non vogliamo la città dei favori.
Vogliamo la città dei diritti.
I diritti di tutti: gli anziani, i giovani senza lavoro o con lavoro precario, i lavoratori in cassa integrazione, le donne, e poi ancora tutto il mondo del lavoro, operai, impiegati e tecnici, imprenditori strozzati dalle banche, esercenti, liberi professionisti. E vogliamo la città che finalmente funziona e che finalmente si decide a preparare l’Expo 2015.
Votare al ballottaggio, e votare Penati, è una questione di responsabilità verso se stessi, oltre che verso la città e la comunità.


Francesca Corso

lunedì 1 giugno 2009

PRIMO: DIFENDERE IL TENORE DI VITA


E’ impressionante leggere sui giornali di oggi i dati sul crollo degli incassi dei bar e dei locali a Milano. Si parla del 33% in meno rispetto al 2008. Abbiamo letto la scorsa settimana sui giornali le consuete “Considerazioni finali” del Governatore della Banca d’Italia Draghi: nel 2010 ci sarà una ripresa solo se si fanno le riforme. Intanto, ha aggiunto, il Prodotto Interno Lordo italiano diminuisce del 5% e la disoccupazione può arrivare al 10%. Per questo urgono interventi immediati e consistenti. Bisognerebbe, mi permetto di aggiungere, difendere i consumi, cioè i redditi popolari e dei ceti medi, e rilanciare l’occupazione. E’ quello che, nell’ambito delle competenze della Provincia, ha fatto il Presidente Penati con i 25 milioni di euro destinati alle famiglie e alle imprese. E Penati si è impegnato a continuare in una politica di sostegno dei redditi e dei consumi se sarà confermato Presidente della Provincia di Milano. In questi cinque anni abbiamo fatto molta strada avvicinando la Provincia ai cittadini e assumendo i più vari provvedimenti per contrastare l’aumento del costo della vita, dal pane a un euro al chilo in alcune catene di supermercati, ai prezzi scontati per gli anziani della zona San Siro nei negozi convenzionati, al sostegno al Gruppi di Acquisto Solidale, e così via dicendo. Questa sarà la nostra direzione di marcia, se gli elettori, come io credo, confermeranno la loro fiducia al Presidente Penati. E questo è fin da oggi il nostro impegno perché, se diminuiscono i redditi, tutti sono penalizzati, a cominciare dai piccoli esercenti che, come i dati dimostrano, vedono crollare la loro economia. Ciò che non è chiaro è l’impegno dell’avversario di Penati, che, ad oggi, si è ben guardato dall’accettare il pubblico confronto col Filippo Penati. Tant’è vero che persino Bossi gli ha detto: sarà dura per te vincere.

Milano, 1° giugno 2009

lunedì 25 maggio 2009

UN’ASSENZA SOSPETTA

Questa è una campagna elettorale veramente strana. Sono mesi che il Presidente Penati invita il candidato della destra a un confronto pubblico, com’è ovvio in qualsiasi sfida elettorale. E sono mesi che il candidato della destra scappa. Vedete, questo confronto non è né un favore a Penati né un favore al candidato della destra, ma è un dovere verso i cittadini. I cittadini, infatti, hanno il diritto di sapere dai diretti interessati qual è il loro programma, hanno il diritto di vedere i due candidati a confronto, per poi scegliere con cognizioni di causa qual è il programma migliore e la persona migliore per realizzarlo. L’impressione che dà il candidato della destra è di essere in affanno, di rifiutare il confronto perché non saprebbe cosa dire. D’altra parte le cronache delle sue iniziative elettorali la dicono lunga. Leggo dai giornali di oggi che, durante un dibattito, il rappresentante della Lega ha detto: “Nel 2010 dobbiamo prenderci il Pirellone”. Insomma, Formigoni è avvisato. Un altro leghista ha aggiunto: “Più Lega in Provincia”. E poi, per evitare equivoci, ha aggiunto: “Più lega in Comune”. Insomma, sembra che la coalizione di destra sia molto più interessata a litigare sui posti che a discutere sul programma delle cose da fare. Forse è uno dei motivi per cui il candidato della destra sfugge al confronto sul merito delle cose da fare.

giovedì 21 maggio 2009

CHE FINE HA FATTO EXPO 2015?

Che fine ha fatto Expo 2015? Il 31 marzo 2008, poco prima delle elezioni politiche anticipate, Milano ottenne la designazione ad ospitare la grande Esposizione universale (Expo). L’allora presidente del Consiglio Romano Prodi si complimentò con il sindaco di Milano ed affermò: “È importante questa vittoria dell’Italia e del mio governo, ci siamo mossi in modo unitario e il risultato è eccezionale”. “Il brillante risultato premia lo sforzo comune e la vincente strategia di cooperazione fra tutte le istituzioni interessate, confermando come l’eccellenza del sistema Italia sia pienamente riconosciuta e apprezzata a livello internazionale”. L’Expo fu perciò un successo del Governo italiano e, obiettivamente, del Comune, della Regione e della Provincia di Milano il cui Presidente Filippo Penati si impegnò in prima persona in moltissimi modi, fra gli altri con un vero e proprio tour internazionale a sostegno della candidatura. Dopo il tour il Presidente disse: “In tutti gli incontri abbiamo registrato un grande interesse per la candidatura di Milano quale sede dell’Expo 2015 e per il tema scelto ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Di recente ha affermato: “Grazie all’accordo bipartisan tra la Regione Lombardia e le altre istituzioni milanesi con il Governo Prodi, si è costituita la Cal, Concessioni autostradali lombarde, che ha accelerato l’iter autorizzativo, in modo che entro il 2014 verranno realizzate Pedemontana, Tangenziale est esterna e Tangenziale Nord. E siamo impegnati a trovare le risorse per i prolungamenti delle metropolitane”. Il lavoro svolto dalla Provincia per l’Expo da quel 31 marzo è stato ininterrotto. Un solo esempio: il 9 febbraio 2009 la giunta della Provincia di Milano approvava lo stanziamento di un milione di euro per l’aumento di capitale della società di gestione Expo 2015. Il 6 marzo il Presidente Penati denunciava omissioni, ritardi e pasticci del Governo su temi fondamentali: l’Expo, Malpensa, i pendolari. Intanto il consiglio d’amministrazione di Expo Spa non si metteva d’accordo per l’amministratore delegato. Il 9 aprile il consiglio d’amministrazione, che si riuniva dopo le dimissioni di Paolo Glisenti e Angelo Provasoli, nominava Lucio Stanca, già ministro del Governo Berlusconi e attuale parlamentare, amministratore delegato, conferendogli lo scandaloso emolumento annuo di 450 mila euro, ripartiti in 300 mila euro di compenso fisso e 150 mila condizionato al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Stanca non si è dimesso dal Parlamento. Poi è seguito il tormentone della sede dell’amministratore delegato, e le bizze di Stanca a proposito. Ma tutta la vicenda Expo langue. Come ha scritto il mio collega Maurizio Trezzi, anch’egli candidato nella Lista Penati, questi mesi sono “trascorsi ingloriosamente, oltre un anno abbondante durante il quale i cittadini (…) hanno assistito impotenti a battibecchi, risse, nomine e dimissioni, proclami su giornali e tv, lotte intestine nei salotti e nelle sedi di partito”. Colpisce l’assenza gravissima del governo su di un evento nazionale che dovrebbe consentire un grande rilancio dell’economia milanese, lombarda e italiana e, assieme, dell’immagine del Paese. La stessa logica dell’abbandono di Malpensa. Ci vorrebbe uno sforzo comune per l’interesse generale. Meno propaganda. Meno chiacchiere e più fatti.