Dopo l’annuncio del divorzio da parte di Veronica Lario e a proposito della polemica sulla candidatura per le elezioni europee delle “veline”, Berlusconi ha dichiarato: “Non possiamo candidare tutte Rosy Bindi”. Ho deciso di scrivere sulla vicenda familiare del Presidente del Consiglio dopo aver letto queste sue parole. Per lui la bellezza della donna, meglio, la sua sensualità, è un elemento essenziale nel giudizio sulle sue doti politiche. Il che, detto dal Presidente del Consiglio, è tragico per le donne e per la democrazia italiana. Non c’è dubbio che la separazione di Veronica Lario dal Presidente del Consiglio sia un fatto privato. Ma ciò che stupisce è che chi lo afferma – il marito – è colui che della famiglia, del rapporto con la moglie e con i figli ha fatto sempre un evento pubblico, anzi, per essere esatti, mediatico. Tutti noi ricordiamo quella specie di giornaletto prodotto in decine di milioni di copie che invasero le famiglie italiane nel 2001; quella pubblicazione si chiamava “Una storia italiana”, ed esponeva in modo celebrativo e fumettistico la vicenda privata e professionale di Silvio Berlusconi, soffermandosi a lungo su moglie (la seconda, cioè Veronica) e figli. Tutti noi ricordiamo quante volte il Presidente ha detto pubblicamente “giuro sui miei figli”. Insomma, è legittimo, ma strano, che chi chieda riservatezza e pudore su di una vicenda in sé comunissima, ancorché triste, come un divorzio, sia colui che ha costruito la sua immagine pubblica sul chiché dell’uomo di successo in tutti i campi, a cominciare da quello familiare. Ed è ributtante che persino parlando a proposito del suo divorzio, il cavaliere trovi il modo di insultare, oltre che il quoziente d’intelligenza di Veronica (“è caduta in un tranello mediatico”), anche una personalità di altissimo livello politico, intellettuale e morale, come la Bindi. Berlusconi è liberissimo di frequentare le donne che vuole (anche se la ipotetica frequentazione di minorenni, segnalata da Veronica Lario, aprirebbe un’ipoteca non solo morale sull’immagine del premier), ma – per favore – la finisca di presentarsi come il “buon padre di famiglia” o l’operoso lavoratore tutto casa e politica. I manifesti del candidato della destra berlusconiana Guido Podestà invitano ad una “precisa scelta di campo”. Io l’ho fatta. Sto con Rosy Bindi. E con Veronica Lario.
INSIEME A FRANCESCA CORSO
Benvenuti,
sono Francesca Corso e mi candido per le elezioni provinciali di Milano previste per il 6/7 giugno prossimo, per la Lista Penati al collegio 17 (Baggio - Olmi - Quarto Cagnino - Quinto Romano - Muggiano).
Sono un Assessore uscente della Giunta della Provincia di Milano.
Questo è il mio Blog dove potrete seguire passo dopo passo la mia campagna elettorale e commentare tutte le notizie pubblicate.
Il mio Blog è aperto a tutti coloro che vorranno farmi sapere come la pensano, comunque la pensino.
La sede del comitato elettorale è in via Gianella 21 - Milano.
lunedì 4 maggio 2009
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